Il giornalista italiano trucidato dagli Ucraini e abbandonato dall’Italia per aver osato raccontare le stragi in Donbass: la tragica morte di Andrea Rocchelli

L’UCRAINA E I TANTI REGENI DI CUI NON FREGA NIENTE A NESSUNO

Di Roberto Vallepiano da Facebook

A differenza della grandissima risonanza mediatica avuta dall’uccisione di Giulio Regeni in Egitto, l’assassinio del giornalista italiano Andrea Rocchelli non ha avuto la minima eco.

Perchè vi chiederete voi?
Perchè è stato trucidato in Ucraina, insieme all’attivista dei diritti umani Andrej Mironov, mentre stavano documentando le brutalità commesse dal governo golpista ucraino contro la popolazione civile.

Lo stesso governo ucraino che adesso viene fiancheggiato amorevolmente dalla NATO nella guerra contro la Russia.

Per questo brutale duplice omicidio fu arrestato Vitaly Markiv, militante neonazista e Vice Comandante della Guardia Nazionale Ucraina, condannato in primo grado a 24 anni di galera.

A inchiodarlo le foto scattate dal suo stesso cellulare e definite “raccapriccianti” dagli inquirenti.
Foto di torture, stupri e sevizie che testimoniavano i crimini contro l’umanità commessi delle milizie filo-governative ucraine.
A inchiodarlo perfino la testimonianza di due militari suoi commilitoni, decisi a parlare perché inorriditi dalla sua brutalità.

Dopo la condanna, il Governo Ucraino ha lanciato una violenta campagna contro l’Italia a sostegno dell’assassino neonazista, fatta di insulti e minacce ai danni della Famiglia Rocchelli, della Magistratura italiana e della Federazione Nazionale della Stampa, che al processo si era costituita parte civile.

Campagna che ha trovato buoni sponsor negli uffici dell’Ambasciata USA. Tale è stata la pressione esercitata sui magistrati che la sentenza è stata incredibilmente cancellata e il neonazista pluriassassino ucraino assolto e scarcerato.

In nome della fedeltà alla NATO sputiamo sui cadaveri dei nostri stessi connazionali e applaudiamo i loro carnefici.

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di Giorgio Cremaschi per contropiano.org

Aveva trent’anni nel 2014 Andrea Rocchelli, giornalista vero e libero, e stava documentando, assieme al collega ed amico Andrej Mironov, la guerra delle milizie ucraine contro il Donbass.

Stavano raccogliendo immagini e notizie sui bombardamenti contro le popolazioni civili, per questo divennero il bersaglio dei soldati fascisti. Che li inseguirono con colpi di mortaio e di mitragliatrice, fino a che riuscirono ad ucciderli .

Un omicidio cercato e voluto dalle truppe di un regime, quello di Kiev, che da anni persegue la pulizia etnica verso i civili, ma che non vuole testimoni.

Per Andrea Rocchelli in Italia c’è stata una congiura del silenzio e delle complicità del potere perfino superiore a quella per Giulio Regeni.

I nostri governi con le autorità ucraine non hanno neppure fatto la recita svolta con quelle egiziane. Così, l’ufficiale responsabile del reparto che fece il tiro a segno su Andrea e Andrej ha fatto carriera e oggi, da deputato, è proprio uno degli interlocutori delle autorità italiane.

Il miliziano accusato di essere il materiale responsabile dell’omicidio è considerato un eroe dalle milizie fasciste ucraine.

Ricordiamo in questi giorni Andrea Rocchelli, morto per la verità e la libertà d’informazione. Ricordiamolo ad una stampa italiana in gran parte vile e guerrafondaia, che diffonde senza vergogna tutte le bugie della CIA e dei fascisti ucraini.

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