Profughi e clandestini, migliaia di posti di lavoro alla faccia dei disoccupati italiani: Lamorgese e Orlando firmano l’accordo con imprese e sindacati compiacenti

I ministri del Lavoro Orlando e dell’Interno Lamorgese firmano con Ance e i sindacati un’intesa per formazione e inserimento occupazionale di migranti, richiedenti asilo e minori stranieri non accompagnati. Obiettivo: aiutare i più vulnerabili e fornire un sostegno a un settore alla ricerca disperata di manodopera.

Formare e avviare al lavoro nel settore edile rifugiati e altri migranti vulnerabili, al fine di accompagnare il loro percorso verso l’autonomia e per sostenere la crescita trainata da superbonus e Pnrr: è il duplice obiettivo del protocollo d’intesa triennale firmato dai ministri del Lavoro, Andrea Orlando, e dell’Interno, Luciana Lamorgese, dal presidente di Ance, Gabriele Buia, e dai segretari generali di Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil.

Un documento alla cui elaborazione hanno collaborato anche UNHCR e Anci. La collaborazione tra Governo e parti sociali mira all’inserimento socio-lavorativo di almeno 3mila persone, tra richiedenti e titolari di protezione internazionale o temporanea, titolari di protezione speciale, minori stranieri non accompagnati in transizione verso l’età adulta ed ex minori stranieri non accompagnati.

I destinatari, individuati nei centri di accoglienza straordinaria e nel sistema di accoglienza e integrazione saranno inseriti nei percorsi di formazione delle scuole edili, coordinate dall’ente paritetico Formedil e faranno esperienze sul campo con tirocini da svolgersi direttamente presso le imprese di settore. Per i minori stranieri non accompagnati e per coloro nel frattempo diventati maggiorenni sono previsti anche interventi pilota basati sull’attivazione di contratti di apprendistato.

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“Una grande opportunità per i lavoratori e per il Paese – ha detto Orlando – poichè formazione e lavoro sono sempre leve straordinarie per favorire l’integrazione, consentendo ai migranti di costruirsi una nuova vita in Italia e di contribuire alla crescita del nostro Paese. Le parti sociali hanno saputo leggere bene questa situazione, guardando ai più vulnerabili, con lo scopo di rispondere a un forte fabbisogno di manodopera”.

Orlando ha aggiunto che “recepiamo così la partnership on integration siglata tra commissione europea, associazioni datoriali e sindacati europei, calandola operativamente nella realtà italiana e nelle esigenze del nostro sistema produttivo. Lo facciamo anche guardando al futuro di chi fugge dalla guerra in Ucraina e cerca qui protezione, accoglienza e integrazione. Mi auguro di firmare presto accordi analoghi attivi anche in altri settori”.

Lamorgese ha affermato che “il protocollo intende fornire la risposta ad un bisogno concreto, quello di favorire l’inserimento lavorativo in un settore strategico dell’economia nazionale, come quello dell’edilizia, di cittadini stranieri vulnerabili. Di fronte ai movimenti migratori, che hanno una natura strutturale, occorre che la nostra società rafforzi velocemente la sua capacità di resilienza, dimostrandosi capace non solo di accogliere le persone bisognose, ma anche di trarre forza dalla loro piena integrazione nel tessuto sociale ed economico. Sono certa – ha concluso – che il protocollo, per la cui definizione ringrazio il ministro Orlando, il presidente Buia e tutte le parti sindacali, rappresenti un modello importante che potrà stimolare nuove forme di alleanza tra pubblico e privato in settori sempre piu’ ampi dell’economia nazionale”.

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  1. l’obiettivo perseguito da tempo é quello di abbassare il costo del lavoro, e ci sono riusciti facendo “stancare” gli italiani con paghe da fame e imposizioni assurde adottante in questi due anni..

    nel primo trimeste di quest’anno infatti in Veneto e Friuli boom di licenziamenti di figure assunte con contratto indeterminato, rispettivamente 12mila in Friuli e 66mila in Veneto (ripeto, in soli 3 mesi)

    motivo? forse si sono stancati di mostrare il Qr code per entrare a lavoro, forse non sono disposti a proseguire il Tso di Stato, o forse non vedono un futuro in questo paese governato da un despota non eletto che ci sta trascinando in guerra..

    sarà vero che preferiscono il reddito di cittadinanza e il divano come affermano i politici? balle!! va detto che chi si licenzia non ha diritto alla disoccupazione e nemmeno al Rdc..

    sono figure professionali che vanno altrove a portare le loro competenze, perchè noi siamo bravi a far scappare i cervelli ed importare schiavi da sfruttare per la felicità delle coop…

    attendiamo replica del Fedriga e Zaia quali corresponsabili con le loro politiche discriminatorie della fuga di massa d nostri connazionali ..

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