“Ne ha uccisi più del virus stesso”. Lo studio choc che inchioda il “modello Speranza”: i dati italiani sulle efferate chiusure imposte dal parassita sono da brividi

La caduta del governo fa molto rumore. Un botto che si è sentito lungo tutta la penisola. Che ha puntualmente gioito per questa liberazione. Una liberazione soprattutto dolce per l’addio di Speranza al ministero della Salute. Da lì, infatti, è partito il più grande attacco alla democrazia degli ultimi decenni. Un attacco mascherato da “bene comune”, un attacco giustificato con un’emergenza permanente e inspiegabile. Un attacco basato su quel “modello Speranza” che, a giudicare dai numeri, ha prodotto molti più morti e disastri che negli altri Paesi. E di questo, un giorno, dovrà rendere conto. Green pass, mascherine, divieti, obblighi, licenziamenti, distanziamenti, sospensione delle attività ospedaliere, sospensione delle visite, degli abbracci, dell’economia. Un modello fallimentare per cui l’Italia ha pagato e pagherà ancora un prezzo altissimo. A seppellire questo governo, e due anni di disastri, arriva uno studio comparato, firmato da John P.A. Ioannidis, Francesco Zonta e Michael Levitt. Cosa emerge?

Lo studio, ripreso da La Verità, e che fa parte del numero 213 di “Environmental research”, è una colossale analisi sull’extra mortalità nel biennio 2020-2021. Per trarre le debite conclusioni basta osservare le tabelle da loro elaborate: “Nel periodo considerato, l’Italia ha scontato un eccesso di dipartite che oscilla tra le 115.690 (con un fattore di aggiustamento per classi d’età) e le 166.373. Manco a dirlo: è il risultato peggiore dell’intero elenco. Anche a volersi limitare al paragone con Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, nazioni simili alle nostre per collocazione geografica, dimensioni e popolazione, il nostro Paese esce a pezzi. Per intenderci: i tedeschi sono 82 milioni e mezzo, ma hanno avuto tra 54.740 e 128.557 defunti in più rispetto a quelli che, stando ai modelli statistici, era lecito aspettarsi. Solo la Spagna ha fatto un po’ peggio, se si considera il numero più elevato di decessi, calcolato senza aggiustamento per età: 95.964, su una popolazione di circa 47 milioni e mezzo di abitanti”.

Sono numeri che riducono a un cumulo di macerie fumanti la Cattedrale sanitaria innalzata dai governi Conte bis e Draghi. “Nonostante serrate, coprifuoco e super Green pass, l’impatto della pandemia è stato pesante. Anzi, si può affermare che lo sia stato anche a causa di quelle misure. Si badi, infatti, a un dettaglio: gli studiosi non conteggiano solo le vittime del Covid; misurano i morti in eccesso per tutte le cause. Ora, come abbiamo dimostrato più volte su La Verità e come ormai ammettono pure molte virostar, da noi, nei bollettini dei deceduti per il coronavirus, sono stati inseriti anche moltissimi morti per ben altri motivi: chi aveva il cancro, chi gravi patologie cardiovascolari, chi, addirittura, s’era schiantato con l’auto o era annegato in piscina. Se, al netto dei dubbi criteri di classificazione dei defunti, si riscontra ugualmente una consistente extra mortalità, ciò può significare una cosa sola: che ne hanno uccisi più le conseguenze delle restrizioni, del Covid stesso”.

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È un’idea cui alludono pure gli autori del saggio, i quali sottolineano che i decessi in sovrannumero possono essere dovuti “agli effetti indiretti della pandemia e/o alle dirompenti misure adottate, tanto più in Paesi con sistemi sanitari molto fragili”. Vengono in mente i catasti di visite saltate, screening oncologici rinviati e terapie sospese. Giusto ieri, Istat e Agenas hanno diffuso dati desolanti: “22% in meno di ricoveri ordinati nel 2020, -14% di ospedalizzazioni per cancro. Un’incuria certo connessa all’oggettiva emergenza, ma pure agli strascichi del delirio di regole e divieti che, tuttora, gravano sui nosocomi: medici sani cacciati dal posto di lavoro perché non vaccinati; altri schiaffati in quarantena da asintomatici; senza dimenticare le procedure bizantine per gli accessi ad ambulatori e sale operatorie”.

Infine, va sottolineato che la proporzione dell’extra mortalità generale, rispetto alle dipartite attribuite al Covid, sono state molte di più. “In parole povere, l’extra mortalità non è stata provocata esclusivamente dal virus. Ma, ancora una volta, l’Italia è l’ultima della classe: il parametro R oscilla tra 0,84 e 1,21 ed entrambi i valori sono superiori a quelli riscontrati in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito”. Un trofeo per il primo posto della tragedia dei morti che condividono Conte e Draghi e che finirà nella bacheca di Speranza.

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