Mattarella, la menzogna che la crisi del gas sia solo ed esclusivamente colpa di Putin: la Mummia invece di difendere il popolo fa propaganda per i suoi padroni di Washington e Bruxelles

Ugo Magri per “La Stampa”

Sui costi dell’energia nessuno può farcela da solo. L’aumento «vertiginoso» dei prezzi richiede che l’Unione sappia mostrarsi veramente tale, sostiene il presidente della Repubblica.

E tra quanti hanno ascoltato il suo messaggio al Forum Ambrosetti, molti vi avranno colto un appello accorato, un pressante invito a superare di slancio certi «meccanismi irragionevoli» (leggi il mercato virtuale del gas con sede ad Amsterdam, dove la speculazione impazza) e alcuni evidenti «squilibri» tra i vari Paesi europei (con le quotazioni alle stelle c’è chi ci guadagna a scapito degli altri).

Per farla breve: un intervento presidenziale di chiaro e trasparente sostegno all’azione del governo Draghi, dimissionario ma tuttora in prima linea nella battaglia per fissare un «price cap» continentale contro ogni tentativo di speculazione.

Sergio Mattarella gli rinnova il proprio forte apprezzamento. Ma nel suo messaggio a Cernobbio c’è dell’altro. A quelli con la memoria corta il capo dello Stato rammenta chi, intenzionalmente, ha provocato questo «drammatico impatto dei prezzi»: cioè la Federazione russa che, scatenando la sua guerra di aggressione, era ben «consapevole delle gravi ripercussioni sulla vita dell’Europa e del mondo intero».

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Se le famiglie e le imprese soffrono i prezzi dell’energia la colpa è di Vladimir Putin, non certo di Bruxelles come invece qualcuno vorrebbe far credere nel tentativo di rovesciare le vere responsabilità.

Una puntualizzazione che non fa venir meno l’impegno di Mattarella a tenersi lontanissimo dalla mischia elettorale, ma certo non suona estranea al dibattito politico in corso dove proprio partiti e personaggi notoriamente scettici nei confronti dell’Unione oggi pretendono che questa intervenga senza indugio.

Altro spunto tra le righe là dove Mattarella avverte che la «puntuale attuazione» del Pnrr rimane decisiva; per incassare i miliardi Ue occorre «continuare su quella strada» senza smantellare l’impianto (significativo che pure Fratelli d’Italia, con Raffaele Fitto, lo riconosca) specie per quanto riguarda le politiche energetiche e quelle ambientali. Il futuro dev’ essere verde. Per cui dobbiamo liberarci dalla dipendenza russa; ma con un «salto in avanti» verso le rinnovabili. Indietro non si può tornare.

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