Ha 35 anni in meno di me e ci siamo conosciuti su Instagram. Cecchi Paone fa il fenomeno dopo le foto che si e’ fatto scattare da Alfonso Signorini insieme al nuovo amichetto

Da fanpage.it

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Hanno fatto il giro della rete le foto di Alessandro Cecchi Paone in barca insieme a Simone, il nuovo compagno diventato popolare dopo il servizio pubblicato dal settimanale Chi. Fanpage.it ha raggiunto il noto giornalista e conduttore tv affinché fosse lui a raccontare quel rapporto apparentemente importante iniziato con un giovane uomo che non sembra appartenere al mondo dello spettacolo, ma con il quale, e le foto in barca lo dimostrano, è nata una evidente intesa.

Vieni da un’estate movimentata. Com’è stata?

È stata la prima estate simile a quelle del passato pre-pandemico. Sembra movimentata ma è stata normale. Ho 60 anni, 45 di lavoro, ma non sono stanco. In quelle tre settimane tipicamente italiane mi piace fare tutto quello che non posso fare durante l’anno lavorativo. Sono un leone marino, un velista, ma la Costiera Amalfitana, causa venti, non lo consente.

I paparazzi sono riusciti a beccarla al largo, in alto mare.

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Non è stato difficile. Ho una casa di famiglia a Positano. Alfonso Signorini venne personalmente con un suo fotografo e un suo redattore di fiducia per pubblicare quella che, nella piccola storia del costume italiano, è stata la prima storia posata di un amore gay messa in copertina su Chi. Le foto a terra sono state scattate davanti a uno dei miei ristoranti preferiti. Quella del bacio, invece, sarà stata ripresa da un drone in volo sopra di noi.

Le sue foto in barca con Simone, che ha definito “una grande passione estiva”, hanno fatto il giro della rete. È il suo fidanzato ufficiale?

Sono tutti agitatissimi ma io vado cauto. Ho avuto altre passioni estive. Alcune sono diventate storie di convivenza, come quella pubblicata da Alfonso (Signorini, ndr) in quella prima copertina, altre no. In quel caso, lui era un surfista portoghese che avevo incontrato in vacanza. È stata una convivenza estiva all’inizio, poi è diventata importante. Devo dire che sono contento di questa normalizzazione. Una volta, queste foto erano rarissime. Adesso, invece, paparazzano le coppie gay come quelle etero, esattamente come mi accadeva quando mi paparazzavano con mia moglie. È un bellissimo segno di assoluta normalizzazione.

Si tratta di un legame importante?

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È una bellissima storia estiva. Non viviamo nemmeno nella stessa città ma mi trovo benissimo con lui. È dolcissimo, affettuoso, abbiamo avuto un’ottima intesa fin dal primo incontro avvenuto per puro caso. Ma non sono pronto a fare discorsi su una storia così recente. Speriamo bene.

Com’è stato questo primo incontro?

Mi ha cercato lui su Instagram qualche mese fa. Ci saremmo dovuti vedere in una città intermedia tra Roma e il posto in cui vive lui, che per il momento tengo riservato. Mi erano piaciute le sue foto, quello che scriveva su Instagram e abbiamo deciso di conoscerci.

Quindi è su Instagram. Perché lo abbiamo cercato ovunque senza trovarlo. A questo punto, non so se si chiami davvero Simone. 

Si chiama davvero Simone e ci saremmo dovuti incontrare a Pescara alla fine di un mio convegno. Lui, poverino, è venuto fin lì ma il convegno è finito tardissimo e, dispiacendomi molto perché di solito non do buche, ho dovuto dirgli che non riuscivo a incontrarlo. Lui aveva già fatto due ore di viaggio, era quasi arrivato ed è dovuto tornare indietro. È partita malissimo ma il suo desiderio di conoscermi c’era. Anch’io ero incuriosito e mi sentivo molto in colpa, quindi per farmi perdonare l’ho invitato a Positano.

Quelle pubblicate sono le foto del vostro primo incontro?

Era la fine della settimana. È venuto a trovarmi, ci siamo trovati bene ed è rimasto l’intera settimana.

Chi è Simone?

È un ragazzo molto giovane ma ha già una bella esperienza in campo sentimentale. Come me, nasce etero con delle storie anche importanti. È una persona molto semplice che non ha niente a che fare con questo mondo. Lavora nell’azienda agricola di famiglia. Mi ha cercato proprio perché aveva vissuto il mio stesso percorso e voleva confrontarsi.

Ha 26 anni?

Sì. Un anno fa, come capitò a me quando ne avevo 35, si innamorò di un suo amico e decise di lasciare la ragazza con la quale aveva una storia importante per intraprendere un percorso in questo nuovo orientamento.

Una storia specchio

Esattamente. E mi capita tantissime volte solo che nella stragrande maggioranza dei casi tutto finisce con un consiglio. Tanti ragazzi che si ritrovano nella mia storia mi scrivono su Instagram. In questo caso, per i motivi che ti ho raccontato, ci siamo confrontati di persona per farmi perdonare rispetto a quanto accaduto a Pescara. Ed eccoci qua.

cecchi paone e simone

Simone, 26 anni, impiegato nell’azienda agricola di famiglia. Ha anche un cognome?

In questo momento no, per sua tutela. È giovane, fa l’agricoltore, vive in campagna, non c’entra niente con il nostro mondo e ha appena iniziato questo percorso di presa di coscienza della sua dimensione gay quindi bisogna proteggerlo. Questo è il ruolo del compagno più grande sia nelle coppie etero che in quelle gay.

Le foto dei suoi baci con Simone, foto di effusioni normalissime, sono state accolte in rete da centinaia di commenti omofobi e indignati a causa della differenza di età. Sarebbe accaduta la stessa cosa con una coppia eterosessuale?

Vengo da due anni in cui ho avuto bisogno di protezione fisica perché ero aggredito dai no-vax e dai no-Green pass. È qualcosa che sulla rete non si riesce a fermare se non con avvocati e forze dell’ordine. Non mi fa piacere ma non l’ho considerata legata al fatto in sé. Sono convinto siano gli stessi che mi attaccavano anche per i vaccini, il Green pass, perché difendo l’Occidente, l’Ucraina e i diritti dei gay. Ti faccio ridere: ci sono cose che faccio apposta.

Tipo?

Ho chiamato un direttore che mi ha sempre sostenuto in queste battaglia, Riccardo Signoretti, perché l’8 luglio su delega del sindaco di Milano ho sposato due miei amici. Il giorno della paparazzata erano a bordo in luna di miele. Sono anche persone famose: Michel Altieri e Roberto Gobbi.

Ma per il pezzo che abbiamo fatto raccontando il matrimonio gay tra due persone famose non è accaduto nulla. Non ci sono stati insulti. Poi, con loro a bordo, bacio il mio ragazzo di questa estate che speriamo diventi il mio compagno e succede quello che è successo. Posso dire che tutti quelli che mi attaccano su Instagram scrivono che votano Lega o Fratelli d’Italia.

“Possono fare quello che vogliono ma non in pubblico”: così qualcuno commenta le foto con Simone. Come risponde?

Se si tratta di una persona anziana, che ha ricevuto una certa educazione e non vive in una grande città, posso capirla se chiede di non essere provocata in mezzo a una piazza. Ma io ero nella mia barca in mezzo al mare inseguito da un drone (ride, ndr). La foto del bacio non è stata ripresa a terra mentre stavamo andando al ristorante. La mia barca non è “in pubblico”.

Sono anche disposto a trattare una posizione di reciproca comprensione, non provoco se mi trovo di fronte a persone che hanno problemi di formazione politica o religiosa, ma non posso essere costretto a nascondermi in cabina sulla mia barca. Stavamo solo baciandoci.

È evidente, il suo caso lo ha dimostrato, che non abbiamo ancora prodotto sforzi sufficienti nell’educazione al rispetto di qualunque orientamento sessuale. Il Ddl Zan, in questo senso, avrebbe portato il tema nelle scuole. Come vede il futuro dopo il 25 settembre?

Sono molto preoccupato. Le due maggiori forze della destra italiana, che non è quella spagnola o quella inglese, condividono un’idea della sessualità e della famiglia che è vecchia e discriminatoria. Se, come pare, vinceranno loro sarà un momento difficilissimo.

Anziché fare quei due sforzi che ci mancano per chiamare matrimonio le unioni civili oppure per poter adottare piuttosto che ricorrere all’utero in affitto all’estero, che è una cosa che non mi piace per niente, saremo costretti a difendere quello che abbiamo adesso invece che impegnarci a fare i passi avanti che pensavamo avremmo fatto nei prossimi anni. Ma lo difenderemo. Non sono stanco di lavorare e, da buon radicale, non sono stanco di lottare per i diritti civili. Non ci sono dubbi che si andrà in quella direzione.

Veniamo dal weekend segnato dalla contestazione di un attivista sul palco del comizio di Giorgia Meloni a Cagliari, episodio in seguito al quale  Meloni ha strizzato l’occhio alla comunità LGBTQ+ pubblicando su Instagram il post in cui Marco Marras la ringrazia per il confronto. Di che segnale crede si tratti a proposito di temi quali unioni civili, famiglia e adozione?

Con i rappresentanti della Lega, della destra cattolica e di Fratelli d’Italia litigo duramente ogni giorno a difesa dei diritti di tutti. Credo non avremo quel passo avanti che mancava per essere normali, moderni, aperti e civili ma che saremo chiamati a difendere quello che abbiamo adesso e quindi perderemo del tempo e delle energie. Il loro elettorato non vuole l’evoluzione della famiglia, dei diritti, del ruolo della donna.

E del post in sé che ne pensa?

Quando dicevi che con quel post Meloni ha strizzato l’occhio alla comunità LGBTQ+, lo fa perché è intelligente e questo errore non lo farà. È consapevole che il suo elettorato non è più composto dai nostalgici di Predappio. Mi spaventa più Salvini in questo senso. Meloni è più politica.

La posizione che ha assunto a favore della Nato, delle sanzioni e a difesa dell’Ucraina mi ha lasciato senza parole. Per questo sono convinto che non farà passi politici in grado di scatenare la piazza. La cosa che mi fa rabbia è che anziché andare avanti e concludere il percorso, dovremo difendere l’acquisito e perdere ancora qualche anno.

Teme una stasi quindi, non un passo indietro?

Temo una stasi. Non credo che cancellino la legge sulle unioni civili perché scenderemmo in piazza a milioni, né che cancellino la legge sull’aborto o che la rendano inapplicabile. Se lo facessero, rischierebbero l’effetto del Governo Tambroni che scatenò le piazze quando si appoggiò al Movimento Sociale. Ci furono violentissimi scontri e il governo cadde. Se fanno una cosa del genere rischiano un Tambroni bis, una caduta per la rivolta di piazza in termini di tradimento dell’antifascismo e della Costituzione. Noi siamo pronti a farlo.

L’abolizione delle unioni di civili e della legge sull’aborto provocherebbe la caduta di un governo di estrema destra su richiesta della piazza. Se domani i miei due amici non potessero più sposarsi perché “la famiglia è una sola” o se a una donna fosse impedito di abortire se dolorosamente necessario o se, come nelle Marche, si fa in modo che la legge non si possa applicare sono convinto che ci ritroveremmo a milioni in piazza.

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