Al comizio finale non c’erano neppure i parenti! La figuraccia da godere di Enrico Letta in piazza a Palermo: quattro gatti abbracciati a cantare “Bella ciao”

Per Enrico Letta un’altra delusione, a Palermo la piazza è semivuota. Gli restano i soliti quattro amici al bar. Eppure il comizio è nel cuore del centro storico. Poche centinaia di persone, radunate con uno sforzo titanico, entusiasmo zero, sfiducia a dosi massicce. Con lui ci sono Caternina Chinnici e Claudio Fava. Il flop pesa, alla vigilia delle elezioni è la fotografia di una sconfitta più che annunciata.

Letta, la piazza semivuota e Bella Ciao

Come consolarsi? L’extrema ratio è far ballare i (pochi) presenti in piazza, chiaramente sulle note di “Bella Ciao”. Sì, perché il Pd in campagna elettorale non ha fatto altro che gettare veleno, descrivere i leader del centrodestra come mostri e aggrapparsi a “una mattina, mi sono alzato e ho trovato l’invasor”.  Un tormentone che ha portato i dem a innervosirsi parecchio, prendendosela persino con Laura Pausini ed Eros Ramazzoti, colpevoli di non schierarsi apertamente contro “l’invasor”.

Un vero e proprio suicidio politico

Ma il suicidio politico non finisce qui. Letta si spinge al punto di ringraziare Roberto Speranza «per tutto quello che ha fatto per gli italiani». E sui social diventa immediatamente virale la batturta «Per la prima volta la frase “non c’è più speranza” ha un significato positivo».  Il bello è che il leader del Pd non lo capisce e continua con la litania contro la destra. Che – a suo dire – «non si rende conto che la vicenda della salute e della necessità di un investimento in sanità pubblica è quello di cui abbiamo bisogno».

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Il solito copione contro la destra

Poi le solite battute trite e ritrite: «Berlusconi è candidato alla Presidenza del Senato. Ma ricordo che è lo stesso Berlusconi che aveva guidato l’Italia fino al 2011, con un po’ di cerone in più». E ancora, altre parole trite e ritrite:  «Questa destra ci dice: “Vinceremo e cambieremo la Costituzione da soli”. E io lo dico da Palermo: la Costituzione italiana nata dall’antifascismo e dalla Resistenza non sarà cambiata da questa destra. Gli italiani lo impediranno». Infine, uno scatto d’orgoglio, in risposta ai giornalisti:  «Se resterò segretario del Pd? Non c’è nessun dubbio, sono qui e resterò qui». Nulla di più, per Letta, tranne lasciare la piazza semivuota e intrattenersi con i quattro amici al bar.

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