Bill Gates aveva parlato di GreenPass quando la pandemia era stata appena annunciata nel 2020: l’allucinante inchiesta realizzata da media internazionali che nessuno racconta

L’arrivo del Covid colse di sorpresa i governi di tutto il mondo, che si trovarono completamente impreparati e iniziarono a muoversi a tastoni, tra restrizioni per tenere in casa la popolazione e l’attesa dei vaccini, dipinti come una panacea che avrebbe debellato per sempre il virus. Quello che sarebbe seguito è ancora oggi sotto gli occhi di tutti: i farmaci si sarebbero dimostrati meno efficaci e meno sicuri del previsto, ma tanti politici ne avrebbero comunque difeso e imposto l’uso, in primis quelli italiani. Quello che sta emergendo in queste ore è che a insistere sull’utilizzo massiccio dei vaccini sono state anche delle organizzazioni dal grande peso, capaci di influenzare i decisori di tutto il mondo.

Un’inchiesta realizzata in collaborazione dai giornalisti delle testate Politico e Welt ha puntato infatti il dito contro la Bill & Melinda Gates Foundation, fondata e gestita dal magnate americano e dalla moglie, che si sarebbe mossa insieme ad altre tre realtà. Gavi, organizzazione pubblico-privata creata nel 2000 allo scopo di diffondere nei paesi poveri i programmi di vaccinazione. La britannica Wellcome Trust, con la quale Bill Gates aveva già collaborato in passato. E infine CEPI, gruppo di ricerca e sviluppo di farmaci antivirus nato per iniziativa proprio del filantropo statunitense.

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Stando a quanto rivelato dai giornalisti autori dell’inchiesta, “Bill Gates e i leader delle altre tre organizzazioni hanno avuto rapporti con gli esponenti di governo più alti, spendendo complessivamente 8,3 milioni di dollari per fare pressione sui legislatori e funzionari di Usa ed Europa”. E ancora: “Funzionari degli Usa, dell’Ue e dell’Oms hanno ruotato attorno a queste organizzazioni come dipendenti, aiutandole a consolidare le loro connessioni politiche e finanziarie con Washington e Bruxelles”.

Una macchina imponente, che ha investito un vero patrimonio. Per cosa? Ufficialmente per favorire una risposta al Covid mossa dai principi di eguaglianza e solidarietà. Eppure i Paesi più poveri, nelle fasi iniziali della pandemia, sono stati totalmente abbandonati a loro stessi, salvo ricevere successivamente le dosi di vaccino rimaste negli scatoloni degli occidentali. Gli investimenti sono stati dirottati principalmente verso il programma ACT-A, nato per favorire lo sviluppo dei vaccini e la loro diffusione nel Terzo Mondo. Ma capire dove quei soldi siano finiti davvero “è impossibile”. E mentre il fallimento dei programmi di sostegno ai Paesi poveri è evidente, in molti hanno sottolineato il rapporto, stretto, tra queste quattro realtà e i colossi di Big Pharma che nel frattempo facevano affari.

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